venerdì 12 giugno 2009

Sondaggio: i minimi, secondo voi (1)

Chiuso il sondaggio precedente, che vede la vittoria dell'accordo di buona condotta con uno schiacciante 76%, ne apriamo un altro che farà parte di una serie di sondaggi sui minimi contrattuali.
Con questo primo sondaggio vi chiediamo quale potrebbe essere il minimo per una puntata da 50'.
Tutti i sondaggi, compreso quello sull'accordo di buona condotta, verranno presi seriamente in considerazione dalla SACT per orientare il proprio operato.
Come sempre... a voi la parola!
Vi ricordiamo che, doveste avere proposte alternative a quelle contenute nel sondaggio, potete inserirle nei commenti a questo post.

84 commenti:

Anonimo ha detto...

Ecco gli sceneggiatori italiani. Pronti a tirarsi insulti, a odiarsi e poi, quando gli viene chiesto il minimo che vogliono, si accontentano delle briciole! Su 5 voti, a 4 gli va bene di prendere 10mila euro. evidentemente non avete letto il post "money money" in cui sono pubblicati i minimi delle altre nazioni europee. Attenzione EUROPEE, mica l'America!
A pochi chilometri da noi, appena superate le alpi, prendono 30mila euro. E le cifre di produzione delle serie tv sono identiche alle nostre, anzi delle volte anche qualcosa in meno!!
E noi? A noi ci vanno bene i 10mila, sperando che ce li diano tutti, che non ci tolgano la firma e che non ci chiedano 40 revisioni.
Buona fortuna SACT. Avrai un bel da fare per cambiare questa mentalità da perdenti!

mentalitàperdente ha detto...

@anonimo
mi hai convinto, ho cambiato il mio voto.

Anonimo ha detto...

Dichiarazione di Roberto Giovalli ex direttore di Italia 1 e dirigente della 7 nel breve periodo in cui doveva diventare il terzo polo, una reale alternativa a rai e mediaset.

“Il sistema italiano è lontano anni luce da quello americano, dove la creatività è alimentata da un mercato enorme. In Italia vige invece il manuale Cencelli dei produttori. Per quanto riguarda la fiction, ogni casa di produzione ha una quota percentuale sui programmi che vanno in onda. Questo limita la creatività e dunque la possibilità di esportare i prodotti all’estero. Da noi non si producono telefilm, ma teleromanzi, che piacciono solo in Italia. Per non parlare delle situation comedy. Alcune sono realizzate solo per compiacere le star della Tv, che si piccano di fare gli attori e non solo i presentatori. Dai tempi di Sandra e Raimondo, e ora con Gerry Scotti, Michelle Hunziker e via dicendo, molta parte di ciò che va in onda prima delle 19,30 è creata solo per accontentare qualcuno”.

Giovalli dal 2006 ha scelto di ritirarsi dal mercato della fiction televisiva.

200/minuto ha detto...

@anonimo 1, i 30/50 mila europei sono i compensi MEDI e non MINIMI. Molto maggiori dei nostri, verissimo, e noi dovremmo alzare la testa. Però è altrettanto giusto dire che i minimi contrattuali (ottenuti nel Regno Unito 50 anni fa!, tanto per capire come siamo messi...)sono più bassi e le medie viaggiano ben al di sopra. A chi si applicano i minimi? Ai puntatisti non ancora affermati: giovani, ad esempio. Così a me pare che per poter alzare i compensi medi, 10mila euro come minimo (200/minuto) vadano bene. Nel senso che è quello che mi sembra giusto ottenere come risultato, non quello con cui si deve andare a un tavolo di trattativa. Lì ci penseranno gli strateghi.

Anonimo ha detto...

confesso che gli argomenti messi sul piatto dal primo anonimo me li ero rigirati in testa al momento di cliccare . erano considerazioni di identico contenuto e tenore. però mi sono detta che probabilmente la Sact, nel momento in cui dichiara che terrà conto dei nostri sondaggi,ci chiede anche di fare uno sforzo di realismo. e' chiaro che tutti noi desidereremmo un allineamento 'serio ' alle tariffe del grande mondo laggiù,ma bisogna pure mettersi in testa che se già l'idea sarà tosta da far digerire , non si potrà chiedere la luna con tariffe troppo lontane dal mercato. Le cifre di cui si parla, comunque sono e devono restare 'un minimo'. cioè quello che nessun furbetto, nemmeno assoldando un fresco virgulto al PRIMO incarico puo'ulteriormente limare, e su cui coloro che hanno un po' di curriculum non dovrebbero avere soverchie difficoltà a spuntare qualcosa - o parecchio - in più.
Poi se la Sact è fiduciosa dei proprio muscoli, tanto meglio ...
Moll f.

Anonimo ha detto...

p.s. senza contare che allontanarsi troppo dai compensi della lunghissima serialità è davvero assai rischioso se si vuole diventare davvero una categoria. Un dialoghista prende mediamente 40/50 euro al minuto, lordi, dunque 3/4 volte meno della serialità da 50'.Ed è difficile che anche adeguando i loro minimi si ottenga molto di più, giacchè come è noto i compensi dei dialoghisti non sono sottoposti a trattativa , ma vige il prendere o lasciare.
allargare ulteriormente la forbice ,sull'assunto di un presunta 'minore fatica' o peggio , 'minor prestigio' del prodotto oltre a essere di fatto una bubbola, risulterebbe insopportabilmente elitario,con quel che ne segue...
Moll f.

Anonimo ha detto...

Scusate la domanda, ma di che state parlando?
Vi state riferendo a una lunga o media serialità? Di che genere? Di prime time o di altre fasce? Per mediaset, rai o altri? Per un progetto basato su un team di scrittura o su singoli sceneggiatori? E quel minimo riguarda anche chi fa solo i dialoghi? E se fa una sceneggiatura, la fa partendo dal soggetto, dalla scaletta o dal trattamento? Etc. etc...

Con questo pressappochismo non credo che si andrà molto lontani. Se invece dobbiamo sparare cifre alla cazzo allora dico anch'io la mia: PIU' UNO!!!

200/minuto ha detto...

ma chi sei, @anonimo 3, un commercialista, un agente? E andiamo! L'abbiamo capito tutti di cosa si parla e tu arrivi con le istruzioni per l'uso dell'Unico 2009? Si sta facendo un sondaggio, mica scrivendo un contratto!

Anonimo ha detto...

200/aminuto va a 100 all'ora.
bravo, sei un mito.
Moll.

Leonardo ha detto...

@Moll: c'è qualcosa che non quadra nei tuoi ragionamenti. Un episodio da 50' prevede che uno sceneggiatore scaletti il soggetto e poi lo sceneggi. La diversità col lavoro del dialoghista non è qualitativa, è proprio la soap che è impostata in modo diverso.
Ovviamente andrebbe scandagliato anche il mercato delle soap e stabilito un minimo per le varie fasi di scrittura anche di questo tipo di prodotto. Ma questo minimo va sempre visto in relazione alla mansione svolta dal professionista.
Questo per me vuol dire essere realistici.

Sulle cifre di questo sondaggio io ho votato 15000 euro. E l'ho fatto per un semplice motivo, perché è la giusta cifra minima che deve essere pagato il lavoro di chi contribuisce a prodotti che oscillano dai 600mila al milione e passa di euro di budget.
Ecco, questo per me è realismo: prendere coscienza del valore economico del lavoro che svolgiamo e chiedere un giusto tetto minimo.

@Anonimo: le precisazioni che chiedi sono un po' fuori luogo. Se sei uno sceneggiatore dovresti sapere che quando si scrive un episodio da 50' si parte, di norma, da un soggetto dato. Lo sceneggiatore elabora una scaletta e poi sceneggia.
Il broadcaster non deve incidere sulla definizione del minimo, inoltre. Se si tratta di minimo, tale deve essere in senso generale. Un minimo è quello che noi scrittori riteniamo sia la cifra sotto la quale, qualunque budget sia stanziato, non riteniamo corretto scendere.
Ti invito a partecipare al dibattito in modo costruttivo. Lo dico per la tua dignità di essere umano e professionista.

Anonimo ha detto...

Leonardo,
non chiedo di meglio che di essere convinta che sia realistico chiedere anche di più, per cui sfondi un portone.

Per quanto riguarda la soap, ti assicuro che le differenze di cui parli, che certo rilevano, non giustificano affatto un divario che arrivi ad essere troppo ampio e mortificante.
So cosa pensano molti, ma dialogare - bene - una soap,quand'anche scalettata, è tutt'altro che semplice.
Non imbarchiamoci nei distinguo, è importante non dare nemmeno per sbaglio la sensazione che ci siano cavalli da tiro e purosangue e che questa differenza si rifletta, come ha scritto qualcuno' sull'agenda dell'associazione'...
Moll f.

200/minuto ha detto...

Penso anch'io che il divario con la soap debba essere assottigliato e che la voce "qualità" non debba riguardare il discorso compensi. Penso però che vada tenuto conto che il costo puntata di una soap comprende - oltre al lavoro dell'head, dello story editor e dello script - quello dello story liner che fa i trattamenti. Mentre nella puntata delle serie da 50' scaletta, trattamento, sceneggiatura e dialoghi, nonché revisione sono tutti a carico della stessa persona. Quindi forse il confronto compensi tra i generi dovrebbe essere fatto in modo diverso. Sbaglio, @Moll? Sbaglio, @Leonardo? Ho preso anche la calcolatrice. 15mila euro a fronte di 600mila sono il 2,5%. 10mila il 2%.

Anonimo ha detto...

A 200/minuto, veramente non si sta facendo un sondaggio, ma solo un cazzeggio generalizzato.
Pretendere di aver fatto un "sondaggio" quando a votare è sempre la solita quindicina in turnazione fissa è davvero follia.

E per essere seri, nella mie esperienza lavorative mi è capitato di scrivere puntate da soggetti di due pagine, ma anche da trattamenti estesi e già scalettati (e non erano soap).

Se pensate che il mercato sia unico e che non ci sia differenza per stabilire quali debbono essere i minimi mostrate solo la vostra ignoranza, non della scrittura (non mi permetterei mai), ma dei meccanismi e dei costi produttivi della fiction in Italia oggi. Altro che created by!

Leonardo ha detto...

@Moll: scusa ma hai frainteso il mio intervento. Tutto il tariffario della nostra categoria (peraltro ora inesistente) va rivisto. Anzi andrebbe studiato il sistema di compensi della soap europea per capire come e quanto sono pagate le varie professionalità nei vari Paesi. Non dico che la forbice debba essere eccessiva, però prima si dovrebbe capire meglio come funzionano i (sani) sistemi industriali europei, fare dei raffronti e quindi decidere di conseguenza.
Spero che tu convenga sul fatto che uno sceneggiatore di puntata di una serie da 50' fa un lavoro quantomeno più strutturato di un dialoghista e che quindi una differenza di compenso minimo (ricordiamo che parliamo di minimi) vada comunque tracciata.

@200/minuto: no, non sbagli ; )

Anonimo ha detto...

non sbagli, ma è che proprio non è questa la sede per spaccare il capello in quattro: tra le serie stesse da 50' ci sono differenze nei metodi a seconda di quante puntate sono, di chi le guida, e su che rete vanno, e così via .
se passa il principio che a queste differenze vada data una rilevanza in sede di definizione dei minimi, temo che si scateni una sfiancante discussione che non giova a nessuno.
Il criterio invece della percentuale del budget a me non sembra tanto fesso.
perchè devo essere pagato nello stesso modo, se il progetto è più ricco? E se un progetto è povero ma interessante perchè non posso accettare di essere pagata meno senza sentirmi un crumiro?
Ma forse mi sfugge qualcosa , tipo he in realtà non sai mai quanto costano davvero e così ti fregano? illuminatemi.
Moll f.

Anonimo ha detto...

Leonardo: non l'ho frainteso , infatti ho scritto che quelle differenze 'rilevano'. Il che sta per 'è giusto che un divario ci sia'. Ma bisogna essere molto cauti e bendisposti nel quantizzarlo , e dar voce a chi ha titolo, perchè non è facile far sentire 'uno dei nostri' qualcuno a cui stai dicendo 'io valgo sei/otto volte te, stacci'. Sei /otto volte non è un divario , ma , per citare Vinnie Vega: ‘non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato e non è nemmeno lo stesso sport ‘
Moll f.

Leonardo ha detto...

@Moll: il problema che vedo nell'agganciare il minimo al budget è che dovremmo affidarci alla trasparenza dei committenti. Per carità, non sto dicendo che non ci sarebbe, ma preferirei avere un minimo che valga per tutti i budget. Giusto per andare sul sicuro.
Questo discorso, ovviamente, vale per tutti i tipi di prodotto (serie, mini serie, sit com, soap ecc.)

200/minuto ha detto...

@anonimo 3, ma allora ci fai. Vuoi che una differenza come quella che hai posto (soggetto di due pagine o trattamento scalettato) possa inficiare un discorso sui minimi di una puntata da 50'?

e infatti @moll - sono d'accordo con te - non spacchiamo il capello in quattro. E' la fascia di valore economico quella che dobbiamo stabilire. @leonardo il costo di produzione minimo di una puntata credo che in questa fase possa servire da binario per valutare appunto il lato minimo della nostra fascia di compensi. E finire per indicare - anche a largo raggio - una modalità di rapporto per tutti i generi. Proviamo a verificare. Che proporzione verrebbe fuori con una puntata di soap?

Leonardo ha detto...

@Moll: credo che siamo d'accordo, non penso che il divario debba essere enorme.
Visto che dal testo del post ho capito che questo è il primo sondaggio di una serie, perché non ci dici quale, per te, potrebbe essere un minimo per un dialoghista di soap? Se ti va, ovvio.
Magari se fanno un sondaggio su questo argomento potrebbe essere d'aiuto alla SACT.

Leonardo ha detto...

@200/minuto: non so, continuo a pensare che il minimo andrebbe stabilito a priori. Ma ancorare il valore minimo del lavoro al budget del progetto mi sembra un sistema alternativo possibile.
E' che ho paura che poi, dovendo stabilire dei minimi per le varie professionalità, si rischi di fare un po' di casino.

Anonimo ha detto...

diciamo che il suggerimento di twohundred è acettabile: se diamo per buono /spannometrico il 2% per un 50' standard, non credo che sia corretto scendere sotto lo 0,50 -1%per chi dialoga.
Però sono dati che potrebbero essere inficiati da un costo unitario per puntata che al momento mi sfugge ma che temo sia davvero basso.
Se invece parliamo di cifre, sarebbe facile dire che si è fermi da anni sui 1000 euro e che la cifra andrebbe quantomeno raddoppiata...ma lo trovo un traguardo molto difficile da raggiungere...
moll f.

Anonimo ha detto...

infatti, come prevedevo, il criterio di percentuale non si puo' applicare alla soap che costando 60-80000 euro a puntata, trascinerebbe i compensi troppo in basso...
Moll f.

Anonimo ha detto...

@anonimo 3, ma allora ci fai. Vuoi che una differenza come quella che hai posto (soggetto di due pagine o trattamento scalettato) possa inficiare un discorso sui minimi di una puntata da 50'?


Ci faccio io o ci fai tu?
Nel primo caso mi tocca sviluppare tutti gli spunti inventandomi un sacco di roba, e spesso solo lì ti accorgi che il soggetto non funziona e devi ripartire dall'idea. Nel secondo, se è un lavoro fatto bene, ti preoccupi solo degli attacchi, del ritmo e dei dialoghi.
Nel primo caso c'è bisogno di due mesi di lavoro (però te ne danno uno solo) nel secondo basterebbe un mese (ma ormai le produzioni pretendono il lavoro in due settimane)

C'è una bella differenza fra l'uno e l'altro caso, direi. Non fosse altro che per il diverso tempo/lavoro. E mi pare che anche altri te l'hanno fatto presente.

Ma siamo sicuri, 200minchiatealminuto, che sei proprio uno sceneggiatore?

Anonimo ha detto...

anche quando compri l'uovo di Pasqua non sai se c'è dentro la sorpresina da collezione che te se la ricomprano su ebay a 20 sacchi o la vaccata che la schifa pure il nipotino di due anni e mezzo, ma spero che se dico : 'per me un uovo di Pasqua da 2 etti e mezzo di buon cioccolato non surrogato non dovrebbe costare meno di 5 euro', si capisca dove vado a parare e non mi si frantumino gli zebedei con la carta ,il fiocco, la stagnola, il bicchierino e i punti premio. E' un cazzo di uovo!
Moll f.

Anonimo ha detto...

Sì, ma se l'uovo invece di etti ne pesa il doppio quel minimo che dici va raddoppiato e non può restare uguale. Si tratta di sostanza, non di fiocchetti e carta stagnola.

E uscendo di metafora, se per un lavoro ci vuole un mese perché parti da un trattamento ben sviluppato non puoi prevedere lo stesso minimo anche per un lavoro che ti impegna per due mesi perché devi fare prima scaletta e trattamento. E anche qui, non si tratta di fiocchetti e carta stagnola, ma di sostanza.

E' un concetto semplice: tempo/lavoro.
E ci sono equazioni precise per calcolarlo. Bisogna però prevedere e inserire tutte le variabili, non arraffazzonare un po' di numeri a caso.

Sondaggi farlocchi, libri bianchi caserecci, minimi calcolati alla buono e meglio... Non c'è che dire, passa il tempo, ma in sact il dilettantismo continua a imperare.

Anonimo ha detto...

Un uovo da mezzo chilo è una puntata da 100 minuti. E il tempo e la fatica che ti impegna una puntata da 50' dev'essere forzatamente calcolata su una base media perchè in questo senso ci sono differenze grandissime tra produzione e produzione. Quando hanno chiesto a Krivine di fare le cifre lui non si è messo a sciorinare sottigliezze, ha dato numeri chiari. Lo si ripete a sfinimento, qui si parla di MINIMI. le differenze relative al tipo di lavoro e ll'impegno richiesto le farai valere tu in trattativa quando saprai chi hai davanti.
Moll la dilettante chocohoolic.

200/minuto ha detto...

Potremmo bypassare il genio "doppio spazio" che di proposta non ne ha fatta una che è una, ma si riempie la bocca d'insulti?

E passando a cose serie, ok @moll e leonardo, abbandoniamo la linea delle percentuali e restiamo nell'ambito di questo primo post: minimo per 50'. Io, tutto sommato, resto nell'idea dei 10mila. Non è una grande sfida, ma un buon obiettivo.

Anonimo ha detto...

102 se venuto a romere gli zibidei anche sul calcolo dei minimi? Se questa sact ti sfastidia tanto... perché bazzichi continuamente da queste parti? Te l'ho detto, torna al circo che lì gli spettacolini/narcisistici sono apprezzati di più!

Aaron ha detto...

certo che non avete proprio di meglio da fare per venire a litigare qui senza sapere nemmeno con chi state litigando.

Barbara ha detto...

Hai ragione Aaron: pare che il blog della SACT sia il ricettacolo di chiunque abbia voglia di tirare insulti a qualcuno. Gli argomenti del post spesso passano in secondo piano ma alla fine meglio così, almeno si sfogano.
Quello che si capisce è che la frustrazione è tanta e anche la rabbia ma manca la voglia di confrontarsi su questo mestiere e di provare a migliorare le cose.

NO NAME ha detto...

Dai non fate così... ricordate che in fisica è dimostrato che la materia ha sconfitto l'antimateria dando origine all'universo e io, nonostante gli insulti che pochi si rivolgono... continuo a trovare propulsive le proposte dei più!
Coraggio, il caos è il principio di qualsiasi forma di vita e gli scontri ne garantiscono lo sviluppo.
Anche COLUI che ci guarda dall'alto ha adottato questa tecnica per il più maestoso dei CREATED BY
ahahahaha (rido nel caso l'antimateria non cogliesse l'ironia!!!)

Anonimo ha detto...

direi che non bisogna farsi scoraggiare da pochi farfarelli annoiati.qui ci scrive anche gente che prova a dire cose che stanno in piedi.O che se anche entra in polemica lo fa con misura e argomenti.
Mi pare che il problema sia un altro. che il blog è frequentato da pochi. E'vero che leggono più persone di quelle che scrivono, ma mi sembra strano che - ad esempio -non votino i sondaggi. stando ai voti ci aggiriamo sempre dai 15 ai 30 partecipanti...su una sola cosa ha ragione chi straparla, che siamo un po' pochini per 'avere il polso'...

200/minuto ha detto...

@moll, ho ripreso in mano la calcolatrice e mi è sembrato che anche nella soap il 2% rispetto all'investimento produttivo fosse già nelle cose. Parli di compensi medi per dialoghista a 1000 euro, il 2% di 60mila (costo minimo puntata soap) sarebbe 1200 e potrebbe diventare un minimo più alto della media di oggi (anche se questa media andrebbe raddoppiata - come quella della fiction, se guardiamo l'Europa. ) Tutti gli altri compensi degli altri co/scrittori interni potrebbero essere valutati in proporzione.
Forse abbiamo sbagliato prima, con modalità non idonee di confronto tra il lavoro del dialoghista soap e quello dello sceneggiatore di puntata da 50'; alla luce del 2%,sembrano molto più simili, cioè dialoghista e sceneggiatore sono quelli che producono (a casa e non in ufficio) la prima stesura del copione.
Insisto ancora un po' sul rapporto costo scrittura/costo prodotto perché trovo che sia molto più facile comunicare ai colleghi un'unica formula e unificarli in un'unica battaglia. Se ci si riesce. Ovvio che il 2% può diventare il 2,5% (1500) se anche la fiction si allinea a 15000/puntata.
(ps: stiamo facendo brainstorming e non scrivendo i dieci comandamenti. Perlomeno, non ancora :-))

Anonimo ha detto...

200minchiate al minuto, ad agrodolce pagano (pagavano) 1200 a puntata, a centovetrine idem, solo a un posto al sole (almeno finché ne ho avuto notizie) pagavano i 1000 euro che tu dici sono la media.
Di cazzari ne girano già tanti da queste parti, per strappargli strappare lo scettro devi fare di meglio.

Anonimo ha detto...

Credo che si stia perdendo il senso del tutto.
Si arriva a negare cose ovvie come la differenza esistente fra un lavoro un mese e uno di due solo perché chi lo fa notare è visto come un nemico da osteggiare.
Chi legge senza intervenire è perfettamente in grado di farsi un'opinione, e in questa lotta fra materia e antimateria, per restare all'esempio portato, ha ben chiaro qual è la parte che si sta annichilendo.

NO NAME ha detto...

è sempre l'animateria che si annichilisce! Te l'ho detto è dimostrato scientificamente e a perire è sempre il destroyed by!!!

Ipotizziamo, sbagliamo, ritentiamo, cogliamo una cosa giusta, poi una intelligente, poi cadiamo di nuovo e infine chissà... avremo l'illuminazione!

E come un bambino improvvisamente riusciremo a contare da uno a 100 sotto lo sguardo ammirato degli adulti.

Non è così che si cresce?

Anonimo ha detto...

ma pure a 200! di minchiate però

Anonimo ha detto...

qui si pecca d'attenzione. nessuno nega la differenza tra un lavoro di due mesi e uno di uno o di una settimana ma il risultato è un 'modulo', un prodotto, cioè cinquanta minuti di fottuto girato. Vogliamo rinunciare ad attribuirgli un costo per il gusto di puntualizzare?
A cosa mirano gli eterni scontenti, sentiamo, ad affermare che viste le strade più o meno accidentate per cui ci si arriva non sarà mai possibile dargli un valore di riferimento minimo?
Dovremo sempre temere l'istericuccio che grida che il suo tempo e il suo sudore valgono di più perchè poverino ha avuto un soggettino (e gli tocca inventare, ma pensa!) mentre al compagno di banco è toccato il trattamentone comodo-comodo,uffa?

Crescete, per favore.

Moll f.

200/minuto ha detto...

l'antimateria comunque conferma. 1200/puntata dialoghista è un buon minimo. MINIMO.

Anonimo ha detto...

Moll e basta! Stai facendo una figura pessima.
Se sei una sceneggiatrice sai che le fasi sono soggetto trattamento scaletta sceneggiatura. Se parti dal soggetto devi scrivere altre due fasi (che vengono a volte contrattualizzate a volte no) prima di arrivare alla sceneggiatura.
Potresti discutere su questo, capire se il minimo deve essere calcolato su una o su tutte le fasi, invece ti sei impuntata istericamente nel negare ogni cosa infranga la tua personalissima idea delle cose e con l'altro idiota con la calcolatrice stai buttando in caciara (sì, proprio tu, non chi getta insulti) una discussione che meriterebbe maggior serietà.

Anonimo ha detto...

cià, arivedorci ,mi vado a suicidate vorrei poter dire che è stato bello.
Moll f.

Anonimo ha detto...

ilNekki dice:

porto una mia testimonianza.una volta fui contrattualizzato per un episodio da 50'soggetto e sceneggiatura. era un contratto di tre mesi, (nel senso che in tremesi potevi ritenerti libero, prendere altre cose, giusto?) per motivi svariati ovviamente indipendenti dai poveri sceneggiatura ne diventarono undici.io non fui più molto disponibile per riunioni e controriunioni, il produttore si seccò assai e si rovinarono i rapporti.
fu seccante, e ingiusto (tra l'altro non mi pagarono neanche, ma lì è un'altra storia) ma qual'è il succo, che dovevo essere pagato come se avessi lavorato continuativamente per lui?
lì per lì il compenso mi parve medio/buono e sinceramente i tempi dilatati nel nostro mestire possono anche rivelarsi una buona cosa perchè fai più cose insieme, puoi afferrare altre occasioni...
Mi sembra però che queste variabili siano imponderabili e dunque non possano influire più di tanto sul minimo ,qualcuno ha scritto che le fasi tradizionali sono soggetto trattamento scaletta sceneggiatura .
penso siamo tutti d'accordo,basiamoci su quelle e diamogli un peso economico,
grazie

200/minuto ha detto...

@ilNekki quel qualcuno antimateria/102/doppio spazio che ha stabilito le 4 fasi che condividi non risponde alla tua chiamata. Come mai? Se deve produrre idee positive il suo cervello veloce, sapido e super dotato va in tilt. Sta lì dietro la siepe, fremente, la tua domanda che lo tormenta, la saliva tra i denti... Aspetta ansioso che adeschi qualcun altro. Lui sa solo azzannare. Vuoi dargli tu un osso, provare i suoi denti? Accomodati. Basta che non ricominciate da capo, perché la gente un po' più esperta ha già capito. Le offerte per quelle quattro fasi sono nel post. Scegliere, prego. Vediamo se antimateria/102/doppio spazio una cifra la fa o possiamo dargli pubblicamente del vigliacco.

Anonimo ha detto...

Lui non è un vigliacco, lui fa parte della casta e non vuole che del pulviscolo come noi possa soltanto 'fantasticare' di impolverargli le scarpe.
Lui ci disprezza, ma i suoi puntuali interventi al vetriolo non fanno che confermare una verità che ancora si nega: ha paura.

Cosa temi che ti portiamo via 102?

Se non rispondi anche a questa domanda credo che dovrò ricredermi e dar ragione a 200/minuti: sei un vigliacco.

200/minuto ha detto...

@102/antimateria/doppio spazio? cippi, cippi dove sei? Ecco la polpetta: 4 fasi al completo, tempo tre mesi d'impegno. Quanto pensi debba essere il compenso minimo?
Dài, che ce la puoi fare. Capita a tutti di prendere una posizione prima o poi. Non è che si può sempre aspettare che l'abbiano presa gli altri e nascondersi nella folla. Vuoi che ti presto la calcolatrice?

persona seria ha detto...

16 persone hanno votato. Il campione è ridicolo, ovvio. Ma tutti i sondaggi, anche quelli pubblicati dai quotidiani, non hanno nessun senso pratico immediato e conseguente se non quello di creare un movimento d'opinione e stimolare una riflessione. A questo servono. Chi si scandalizza è in mala fede, come è certamente ingenuo chi crede che alcuni post vogliano davvero esaurire i problemi di un contratto. Però, io ricevo email dal mio avvocato in cui vengono riassunte in quattro righe le questioni base di contratti che occupano poi una decina di pagine. Oggetto della contrattazione, scadenze, compenso. Quindi, non è poi tanto peregrino cercare di sintetizzare problemi complessi in formule brevi. Perché di quello si tratta. Quanto vogliamo? Manteniamo tutti delle famiglie, molti ragazzi sono spaventati, non sanno se continuare a scrivere o cambiare lavoro. E sappiamo quante sceneggiature riusciamo a scrivere durante l'anno. Chi lavora sul serio capisce e sa rispondere. Tutti i post che discutono sono appelli a che la partecipazione aumenti. Oltre a tutto qui si parla a nuora perché suocera intenda. E quindi, mentre qualcuno nei suoi interventi, sembra molto interessato a far sapere a suocera che della Sact non deve avere paura e che gli sceneggiatori sono divisi, io leggo quei 16 risultati come un'adesione semplice: muoviamoci, ci siamo. 8 per 10mila, 8 per 15mila. Suocera, dovresti aver capito che ti puoi muovere solo tra queste cifre.

Anonimo ha detto...

A 200 cazzate! E l'anonimo sarà andato a farsi un giro. E' inutile che sfracassi gli zebedei a noi perché lui non ti risponde. Tornatene a studiare le tabelline, va!

200/minuto ha detto...

Paura.

Franca De Angelis ha detto...

A un certo punto del post mi sono confusa, pensavo che come scriveva mi pare Leonardo le cifre da votare fossero per scaletta+sceneggiatura. Nel qual caso ero pronta a votare diecimila, per una questione di realismo. Però non penso che questa cifra debba comprendere il soggetto. Nei casi in cui si chiede allo scrittore di puntata di produrre anche quello - credo che in Carabinieri fosse così, forse anche in don Matteo - si potrebbe ipotizzare un diecimila + cinquemila (soggetto). Cifre indicative a seconda del parere che prevale, ovviamente.
Ricordo che i sondaggi nazionali vengono fatti su un campione di circa cinquemila soggetti, quando vengono fatti bene, per un paese di 60 milioni di abitanti. Se non sbaglio, persino il campione Auditel da cui dipendiamo è di cinquemila...
Quindi in proporzione, una ventina/ trentina di votanti per una categoria di circa cinquecento lavoratori attivi, non mi sembra così male... Trattasi di sondaggio, non di votazione assembleare.

Anonimo ha detto...

Senti, moll in seconda, ma lo sai cos'è un campione statistico e quali sono i criteri di formazione?
Va' a leggere qui, ignorante! (di statistica, si intende)
http://it.wikipedia.org/wiki/Campionamento_statistico
E dopo letto torna qui e dimmi se i sondaggi che fate sono roba seria o puro cazzeggio. ...Rappresentativi un cazzo!

tchavolo ha detto...

Giusto! E diciamola tutta: ma quale Rihanna? Quella nel sex tape pubblicato oggi da Libero è chiaramente Lavish Styles!
Aborro i film porno e non ne ho mai visto uno, ma direi che si tratta di un filmato del Maggio 2008 a giudicare dal taglio dei capelli...

Ignoranti!

Katy Morosky ha detto...

Ho pochissimo tempo, ma comunque...Leggo questa discussione e mi sembra che siamo tornati indietro. Nel 2007 la Sact ha preparato un docuumento sintetico e molto preciso dove indicava minimi e, come dice "Anonimo", "l'oggetto della contrattazione".
Il soggetto di puntata e la sceneggiatura erano, inevitabilmente, ambiti diversi.
Immagino che il documento di cui parlo sia negli archivi della Sact. Io ce l'ho qua, e se non si dovesse ritrovare, sono disposta ad inviarlo alla segreteria. Invito a ripartire da quello.

Katy

Katy Morosky ha detto...

Aggiungo: quel documento aveva in sé, molto nitido, quella necessità di uno scatto d'orgoglio di cui parla "mentalità perdente".

Katy

giovanna koch ha detto...

Avevo già inserito i minimi di cui parla Katy in un post all'interno di Money money money. Li riporto qui:

Nel maggio 2007, un'assemblea della Sact varava una proposta di contratto con i seguenti compensi minimi per le serie da 50’
a) soggetto di serie: 50.000
b) soggetto di puntata : 5000
c) sceneggiatura: 15.000

Katy Morosky ha detto...

Ciao, Giovanna. Non ricordo se lo avete già fatto, ma sarei dell'idea di postare l'intero documento del 2007, con tutti i minimi ipotizzati per ciascun formato. E' bene che anche i nuovi iscritti possano analizzarlo. E discuterne.

Colgo anche l'occasione per farti i complimenti per la mini- serie tratta da Eraldo Baldini, di cui non ricordo il titolo.
E' l'unica cosa che ho guardato con piacere quest'anno.

Katy

giovanna koch ha detto...

@katy, grazie. La bozza di contratto a cui alludi è già a disposizione sul sito nelle sue parti fondamentali. L'intero documento, particolareggiato com'è, mi sembra possa risultare indigesto, ma soprattutto non adatto al blog, dove - per scelta democratica - non proteggiamo più di tanto la discussione dalle incursioni moleste. Del resto, se le altre cifre e gli altri segmenti del contratto potranno essere utili a informare e stimolare i nostri interlocutori, sono sicura che chi gestisce il blog li pubblicherà: è persona di assoluta fiducia e esperienza e la ringrazio pubblicamente del gran lavoro che svolge.

Anonimo ha detto...

E' divertente constatare come è vero che con l'età il cervello perde di elasticità e si atrofizza.

Tutta una discussione fatta, non proprio in punta di fioretto, per affermare come non può esserci un unico minimo, ma che esistono varie tipologie e varie fasi di scrittura, annullata di un colpo solo da due tipe (sostituite tipe col il termine che preferite) che passano il tempo a slinguazzarsi in complimenti reciproci.

Ma lo capite o no che su ogni serie esistono varie fasi, con un soggetto di serie (concept), un soggetto di puntata, la scaletta e la seneggiatura e che ogni step evolutivo dell’opera va retribuito comunque sempre con un MINIMO PRESTABILITO e/o SECONDO IL POTERE CONTRATTUALE DI OGNI SINGOLO AUTORE?

...Sapete da dove ho preso questa definizione? Proprio dal sito della sact, dalla vostra bozza di contratto tipo.

Chi l'ha scritta continua a dimenticare che esiste una cosa chiamata trattamento, diversa dalla scaletta, e le accorpa sotto un'unica voce, come pure dimentica che una bibbia di serie è qualcosa di diverso da un concept, ma almeno lui la prevede una voce, diversamente da voi.

Su, fateci il piacere, una cura di selenio non può farvi altro che bene, prima che sia troppo tardi...

Anonimo ha detto...

102 sei di una volgarità insostenibile. un maschio che odia le donne, uno pseudo uomo che evidentemente riesce a tollerare il confronto solo con chi lo chiama papi.
come uomo e come sceneggiatore mi scuso con il genere femminile e con tutti i colleghi per dover sopportare un tale poveretto.

Gianluca Iovine ha detto...

Visti i valori di riferimento, darei un minimo di 15.000 e un massimo di 30.000 riferendomi a uno sviluppo concept che arrivi fino a un seconda versione di sceneggiatura, autore unico. Cifre da dimezzare, realisticamente se si lavora in due o in squadra.

Gianluca Iovine, Napoli

Anonimo ha detto...

ilNekki dice

ancorare i minimi alle fasi
è follia. si otterebbe solo di farsi fregare cambiando i nomi di quello che ti chiedono. Il cui signifiato e condivisione è oggi tutt'altro che pacifico all'interno delle produzioni e dei network. ho appena scritto una 'scaletta' che è praticamente un sceneggiatura in discorso indiretto.
la domanda del sondaggio iol'ho intesa così.

squilla il telfono , è X (agente, collega, produttore,paul abbot)

- sto mettendo sù una serie ambientata in un pollaio dove scoppia l'influenza umana. Vuoi fare una puntata?
- sì, certo....cinquanta o cento?
- cinquanta
- cazzo. perchè non me ne dai due?
- perchè c'ho 102-antimateria che non lavora da un lustro e gliel'ho già promessa a lui.
- a vabbè, allora...magari la seconda serie,
- contaci. chi è il tuo agente?
- chi agente c'hai?
- un agente segreto nel senso che nessuno l'ha mai visto, specialmente i produttori. Quanto pagano ( pagate)?

- .......

- Pulciari. Accetto.

Per me ripeto, il sondaggio si riferisce alla cifra da mettere sui puntini.

Anonimo ha detto...

che bello, la contentezza di rivedere tchavolo mi ha fatto resuscitare. Moll f.

Anonimo ha detto...

ilNekki dice:
ho appena scritto una 'scaletta' che è praticamente un sceneggiatura in discorso indiretto.

E te l'hanno pagata col soggetto o è stata conteggiata nella sceneggiatura?

Anonimo ha detto...

IlNekki

ho accettato mesi fa di scrivere-una-puntata-per-10000-euro.
i soggetti c'erano, ma io non avevo idea, (e di solito è assai difficile averla in tempo utile pe regolarsi) che cosa si intendesse, se due pagine o venti: fucilatemi pure, ma per me non avrebbe fatto differenza, tanto di solito le 18 restanti sono fuffa. Capisco che se ti si chiede un giallo da zero, è diverso, ma secondo me quello va correttamente nella categoria 'minimi di soggetto', non in quella di cui stiamo parlando.

Anonimo ha detto...

Nei miei contratti è sempre specificato se devo scrivere una sceneggiatura a partire da un soggetto o da un trattamento e se devo presentare step intermedi, come una scaletta, e in che tempi.
Ho un agente migliore dei vostri?

(non vi preoccupate, anche così le fregature le becco lo stesso)

Anonimo ha detto...

IlNekki dice

anche nei miei, ma quando dico 'in tempo utile' intendo che il contratto arriva di solito dopo una o due (a volte anche di più) riunioni esplorative. in queste riunioni, produttore , head e editor di rete mi hanno visto in faccia, mi hanno sentito interloquire (entusiasticamente anche se mi fa schifo) sull'idea, forse ho tirato fuori due o tre trovate niente male.
A quel punto - complimentoni ai temerari che si regolano diversamente - mi dovrebbero abbattere a colpi di Uzi per schiodarmi di lì...Cosa dovrei dire? ' siete tutti brava gente ma non mi pagate abbastanza perchè nei 10000 ci avete messo anche il baysitting dei vostri pargoli al sabato sera?'
il baby sitting non lo faccio di certo, ma più o meno tutto il resto, sì.

Silvio ha detto...

Quando si parla di soldi, il dibattito si fa sempre interessante: trucido e spietato, ai limiti della rissa, come piace a me... Solo che, prima di parlare di cifre, vorrei capire una cosa più importante: con quali mezzi (e con quali speranze) si pensa di riuscire ad imporre ai produttori queste tariffe minime? So che in passato la Sact ha tentato abboccamenti con l'associazione produttori televisivi, ma se non ricordo male è stata bidonata proprio dal famigerato Bixio. Vorrei sapere cosa la Sact progetta di fare nell'immediato futuro per rilanciare le trattative non solo su minimi contrattuali ma in generale sui contratti standard.
Altrimenti stiamo solo discutendo di aria fritta...

mari ha detto...

Un sondaggio così non ha molto senso.
Mi piacerebbe molto che il minimo fosse 30.000, ma è inutile partire sparando così in alto: non otteremo mai niente.
Credo sia molto più utile fare un sondaggio sulle cifre che adesso prendiamo e partire da quelle per una trattativa. E capire anche le modalità di lavoro per la cifra percepita. Un esempio tra tanti: se la consegna è "chiusa" (ovvero dopo che ho consegnato ho finito e qualsiasi revisione successiva se la fa l'editor) o aperta.
Nella trattativa le variabili da tener presente sono tante. Per esempio se ti danno un soggetto o se il soggetto te lo devi scrivere tu. E poi il tipo di serie. La quantità di revisioni. La presenza di un editor che guida il lavoro... insomma tutte variabili che cambiano le condizioni.
E' un sondaggio di massima, che lascia il tempo che trova. Vale la pena?

elisabetta ha detto...

Credo che ci debba essere più sostegno ed unità tra attori e sceneggiatori. Senza di loro siamo finiti . Le storie i personaggi, i dialoghi sono per noi importanti. Se voi non avete un contratto , sappiate che noi non abbiamo un contratto su l'audiovisivo e dopo anni spesi a studiare,tirare la cinghia e fare gavetta ci troviamo sorpassati da pseudo-attori semibellocci , che recitano soffiando rendendo soporifere quelle (già brutte soap e serialità), qualcosa di impossibile.La libertà creativa sia sulla scrittura che sull'interpretazione, permette il rigenerarsi e il rinnoversi di modi stili e percorsi recitativi, utili al rinnovamento della produzione TV - certo servono dei buoni e capaci autori ed interpreti, ma lo scambio, lo sappiamo, ha sempre permesso una crescita. Confido nella vostra battaglia cercando una sinergia quantomeno psicologica tra entrambi i settori .

Anonimo ha detto...

--->dopo anni spesi a studiare,tirare la cinghia e fare gavetta ci troviamo sorpassati da pseudo-attori semibellocci

Eccone un'altra che vuole la patente, questa volta per gli attori.
Ma andatevene alla motorizzazione!

tchavolo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=Z100VG3Xiss&feature=related

franca de Angelis ha detto...

Concordo con Elisabetta che una maggiore comunicazione fra noi e gli attori sarebbe utile. Non dimentichiamoci che le ultime battaglie degli sceneggiatori in USA sono state sostenute soprattutto dagli attori. Non dimentichiamoci nemmeno quanto soffriamo noi tutti quando le nostre battute vengono rovinate da interpreti improvvisati, per l'appunto quegli attori pseudobellocci di cui parla Elisabetta. Quanti dei nostri personaggi vengono anche del tutto tagliati in moviola perché il raccomandato di turno non funzionava? Credi, Elisabetta: in fase di casting, quando si degnano di consultarci, i vostri migliori garanti siamo noi, che difficilmente abbiamo raccomandati da piazzare. E che vorremmo non vedere più personaggi scritti per ventenni interpretati da quarantenni e viceversa, tette rifatte e labbra a canotto preferite all'espressività. Purtroppo, contando al momento come il famoso due di coppe, difficilmente il nostro parere conta qualcosa...

in trincea ha detto...

@silvio
perché invece di chiedere alla Sact "cosa progetta di fare", non ci fai sapere cosa progetti tu?
Progetti di stare alla finestra o dai la tua disponibilità a una eventuale lotta? Vuoi mettere nome e faccia per ottenere dei minimi? Quanto puoi resistere senza firmare contratti? Sei uno ricattabile o libero?
Questo è quello che serve sapere. Sei un socio? Hai votato?
Perché c'è un'aria molto più fritta di quella che si può respirare qui e sono i fiati di chi si siede in cattedra ed emette sentenze, di chi è abituato a farsi servire e frigna.
Ormai è chiaro a tutti. Le cose si fanno solo se le vogliono in tanti e se questi tanti sono disposti a pagare un prezzo.

Anonimo ha detto...

Insomma, armiamoci e partite.
Perché, se non ve ne siete accorti, siete voi che ve ne siete venuti con proposte chiedendoci pareri, come se aveste già tavoli di trattative aperti.
E allora la palla ritorna a voi. Ce l'avete questa rappresentatività che millantate per poter imporre discussioni su questi temi alla controparte? Oppure le vostre sono soltanto parole in libertà?
Nel primo caso partite pure. Se si condivide vi si verrà dietro. Nel secondo caso... a sparar cazzate siamo bravi tutti.

Katy Morosky ha detto...

Credo che il senso dell'intervento di Sivio sia: ci dite quali argomenti/temi volete usare per convincere le controparti a sedersi al tavolo e discutere di minimi? Più che quantificare un minimo od un massimo, io penso che si debba discutere soprattutto di questo: quali frecce abbiamo al nostro arco.
Immagino che la discussione sui minimi rientri in un discorso più ampio sul contratto - tipo...Ma anche in questo caso: come si fa a spingere qualcuno a "codificare/normativizzare" un settore quando si è convinti che convenga mantenere il far west?

Personalmente, credo che trovare gli argomenti sia più semplice di quello che si pensi: basta analizzare alcuni dati di bilancio. Rai e Mediaset hanno ridotto gli investimenti in fiction per un totale complessivo di circa 150 milioni di euro. La contrazione delle entrate pubblicitarie - causa crisi mondiale - c'entra, ma parzialmente, perché le aziende investono sì di meno, ma scelgono con maggiore attenzione dove puntare. La fiction - a causa dei suoi scarsi risultati delle ultime tre stagioni - da prodotto "sicuro", per le aziende è diventata "rischiosa". Ma Rai e Mediaset potranno mai rinuciare a produrre fiction? La risposta è: no. Non possono assolutamente rinunciare. Anzi, è loro interesse - Rai e Mediaset sono aziende quotate in Borsa, quindi devono avere un piano industriale credibile di medio/lungo periodo -puntare sulla qualità (della scrittura, ma non solo), sull'eccellenza. Questo dobbiamo far capire ai nostri interlocutori: che una scarsa qualità - che è quella che garantisce ascolti bassi, quindi riduzione del proprio appeal verso gli investitori pubblicitari - è, semplicemente, anti- economica. Totalmente controproducente.

Katy

PS: tutto quello che ho detto ,se è valido per la Rai, è doppiamente valido per Mediaset, che ha delle "variabili" che le richiedono, inevitabilmente, di guardare con grande attenzione a mercati esteri. E i mercati esteri si conquistano solo con l'eccellenza.

tchavolo ha detto...

"Questo dobbiamo far capire ai nostri interlocutori: che una scarsa qualità - che è quella che garantisce ascolti bassi, quindi riduzione del proprio appeal verso gli investitori pubblicitari - è, semplicemente, anti- economica. Totalmente controproducente."

Temo che da noi i Broadcaster siano convinti dell'esatto contrario e i dati purtroppo danno loro ragione. Basta guardare gli ascolti di "Non smettere di sognare" con la Mastronardi che quando balla si trasforma in Franco Columbu col tutù e quando parla fa sembrare Fantaghirò l'opera di un Bergman nel pieno della maturità artistica. Si è fatta un po’ fatica per fare assuefare il pubblico al Brutto prima e all’Orrore dopo ma la cura ha dato esiti insperati: ora lo spettatore Italiano abbraccia con gioia e convinzione il Nulla.

La buona notizia è che "i nostri interlocutori" sono ancora convinti che per scrivere il Nulla occorrano degli sceneggiatori...
finché non si accorgono che non è vero, siamo a cavallo!

Anonimo ha detto...

caro tchavolo,
difficile darti torto in apparenza, ma il punto è che oggi fanno i salti di gioia e chiamano successo quel che ieri era solo un prodotto che teneva.
E' la cecità del managment che si racconta che il Titanic NON sta affondando. Oggi con il 22% gongolano. Ma i ratings di 4/5 anni fa, chi li guarda?
Il salasso di ascolti è un fatto, per adesso se la stanno ancora raccontando, prima o poi gli investitori li prenderanno a secchiate d'acqua per ridestarli dal loro viaggio nel mulino bianco lisergico .
forse a quel punto, quando tutti noi saremo concime per le piante , qualcuno riscoprirà la parola 'qualità'. (o morte, come dicevano a Boris)

Katy Morosky ha detto...

@ tchavolo:
Temo che da noi i Broadcaster siano convinti dell'esatto contrario e i dati purtroppo danno loro ragione. Basta guardare gli ascolti di "Non smettere di sognare" con la Mastronardi che quando balla si trasforma in Franco Columbu col tutù e quando parla fa sembrare Fantaghirò l'opera di un Bergman nel pieno della maturità artistica. Si è fatta un po’ fatica per fare assuefare il pubblico al Brutto prima e all’Orrore dopo ma la cura ha dato esiti insperati: ora lo spettatore Italiano abbraccia con gioia e convinzione il Nulla.

La buona notizia è che "i nostri interlocutori" sono ancora convinti che per scrivere il Nulla occorrano degli sceneggiatori...
finché non si accorgono che non è vero, siamo a cavallo!


Tchavolo, sono felicissima di ritrovarti...:-) Ti dico quello che penso veramente: il risultato di "Non smettere di sognare" non mi meraviglia, per tutta una serie di motivi. A) Il brutto anattrocolo che diventa cigno è, da secoli, un concept potente. B)Noi viviamo in un sistema in cui non esiste la controprogrammazione, non esiste concorrenza. Che cosa proponeva Rai1 quella sera?

Ma, al di là di "Non smettere di sognare" - che secondo me ha dimostrato che chi è veramente pleonastico in questo nostro sistema così bloccato sono proprio i produttori indipendenti - io resto convinta che, da qui a 5/10 anni, chi vorrà sopravvivere dovrà necessariamente puntare su una scrittura di altissima qualità, esportabile all'estero. :-)

Katy

PS: Rai e Mediaset lo sanno bene, per questo credo che "la scrittura di qualità come elemento indispensabila per creare profitto" possa essere un argomento più che convincente.

Mi scuso per eventuali refusi, ma devo scappare e non posso rileggere. :-)

Katy

Katy Morosky ha detto...

Aggiungo una battuta, e mi auguro che nessuno tra i manager dei nostri broadcasters se la prenda...Ecco, la mia preoccupazione è questa: non vorrei, da qui a qualche anno, dover constatare/scrivere che: "..presi dall'euforia di un risultato positivo immediato, si è deciso di puntare su un certo tipo di titoli che, alla roba dei fatti, si sono rivelati, sulla lunga scadenza, assolutamente tossici..."
Per dirla come la direbbe un trader...:-))))))

Katy

Silvio ha detto...

@ Katy Morosky
Grazie per aver colto il senso del mio post. Fondamentali le tue considerazioni sul mercato della fiction italiano dove la concorrenza non esiste. Al produttore-tipo (così com’è adesso) non interessano né buone idee né buoni scrittori. Se non si parte da qui, tutti i discorsi stanno a zero. Paradossalmente, si potrebbe dire che se gli scrittori di fiction vogliono cambiare il loro lavoro, devono prima cambiare il contesto che genera questo lavoro.

@In Trincea: ehi tranquillo. Mi affaccio timidamente nel blog per la prima volta, in maniera garbata, e solo perché ho detto "aria fritta" già trovo uno pronto a menare? Ma non dovevamo essere “in tanti”, tutti uniti e compatti? Con questa aggressività trinceaiola ti farai il vuoto intorno.
Rispondo al tuo katiuscia di domande da tribunale stalinista. 1) Sì, sono disponibile a contribuire ad eventuale lotta (ditemi giorno e ora and I’ll be there); per quanto riguarda mie credenziali: anni fa ho promosso una specie di sciopero nella redazione di una soap (quando la Sact era ancora un museo delle cere..). Cosa che mi ha procurato la nomea di rompicoglioni e mi ha quasi rovinato la carriera. 2) Metterò nome faccia e tutto il resto del mio corpo nella causa. 3) Posso resistere senza firmare contratti finché me lo permetteranno i miei risparmi in banca (al momento sui 30.000 euro, fai un po’ tu i conti); comunque sono ormai diversi mesi che mi sto allenando a non firmare… 3) Direi che sono libero, ma se mi toccano, dov’è il mio debole io ricattabile sarò. 4) Ho ovviamente votato sia questo sondaggio che gli altri in precedenza proposti sul blog; 5) Non sono socio SACT, ma mi considero una specie di fiancheggiatore (ho partecipato a diverse riunioni); recentemente ero quasi tentato di iscrivermi, ma ora ci ho ripensato: non voglio far parte di un club che accetti fra i suoi membri tipi come me e come te.

INTOTHEWILD ha detto...

Silvio, stai sereno... anche sul blog della Pizza Margherita la gente si insulta! :-) Importante è non perdere di vista l'obiettivo: imparare a farla!

Anonimo ha detto...

Povero Silvio. In effetti Intrincea è entrato nel dibattito con la delicatezza di un pasdaran -- 'bruciando', con la sua aggressività, un potenziale nuovo socio Sact. E comunque la domanda di Silvio resta inevasa: quando e come la Sact riaprirà il confronto sul contratto-tipo con l'associazione produttori ? (A proposito, complimenti alla buona vecchia Sact che è riuscita a mettere suoi rappresentanti nella commissione Siae su equo compenso e diritti televisivi)

Katy Morosky ha detto...

@ Katy Morosky ha detto:
...Rai e Mediaset sono aziende quotate in Borsa...

Che è una grandissima stupidaggine. :-)))) Ovviamente, Mediaset è quotata in Borsa, la Rai (ancora) no.

Katy

PS: ciao, Silvio. :-)

in trincea ha detto...

@silvio, sarò stato aggressivo, ma la tua risposta era esattamente quella che serviva a questo blog e che servirà alla sact: intelligenza, volontà, coscienza. Grazie. Sono contento di averla provocata, anche se sono in debito con te di alcune scuse. Reagivo al clima che c'era stato prima e col quale ti avevo confuso: scoraggiamento, puzza sotto il naso, diffidenza.
La Sact non sono io, tranquillo. Io sono quello che ogni tanto abbaia. Abbiamo tutti una funzione. E c'è gente migliore al comando.

Anonimo ha detto...

Eh, la forma è importante!
Vuoi mettere uno che ti dice educatamente:
Vorrei sapere cosa la Sact progetta di fare nell'immediato futuro per rilanciare le trattative non solo su minimi contrattuali ma in generale sui contratti standard.

Gliela daresti volentieri la risposta se poi non aggiungesse:
Altrimenti stiamo solo discutendo di aria fritta...

E allora no, riecco il maleducato! Poi però qualcuno dice a intrincea che è stato aggressivo e lui subito si scusa (slap slap) dicendo:
Reagivo al clima che c'era stato prima e col quale ti avevo confuso: scoraggiamento, puzza sotto il naso, diffidenza.

Cioè, non diceva a te, caro Silvio, ma forse si riferiva a questo commento:
Ce l'avete questa rappresentatività che millantate per poter imporre discussioni su questi temi alla controparte?

Che poi è la stessa identica tua domanda. E a cui, però, si sono tutti guardati bene dal rispondere.

E allora, visto che io, al contrario di te, passo per maleducato, prendo a prestito le tue parole per ribadire ancora una volta la stessa domanda: Altrimenti stiamo solo discutendo di aria fritta...