lunedì 2 marzo 2009

The Listener, una fiction apolide

Come vedete siamo tornati attivi in modo serio, pronti a fornirvi nuovi stimoli di discussione. Questo per dire che non inseriamo questo post per fare pubblicità, ma per porre sotto i riflettori questa nuova avventura produttiva seriale che andrà in onda su Fox a partire dal 5 marzo
The Listener infatti è la prima serie tv coprodotta a livello internazionale.
Creatore della serie è Michael Amo e produttore è la Shaftesbury films. Il progetto nasce in Canada dal broadcaster CTV ma è stato co-prodotto con l'intervento della rete di canali Fox International e quindi da moltissimi Paesi (Giappone, Gran Bretagna, Italia ad esempio) e i 13 episodi della serie sono stati già pre-acquistati da NBC
Altra novità, oltre al modello produttivo, è la modalità di messa in onda. The Listener, infatti, andrà in onda (più o meno) in contemporanea in 180 Paesi. Paesi che non comprendono gli USA. Su NBC, infatti, la messa in onda avverrà in un secondo momento. Un modo per combattere la pirateria e per parcellizzare i rischi produttivi.
Ci chiediamo se sarà un episodio sporadico o se è questo il futuro della serialità. 
E contemporaneamente ci chiediamo: vedremo mai un progetto di questo tipo partire da menti italiane? O diventeremo sempre di più la periferia malfamata della creatività?

11 commenti:

Anonimo ha detto...

chiunque potrebbe scrivere una serie del genere, anche l'ultimo degli scrittori italiani

Al ha detto...

non m'è piaciuta penniente.

Anonimo Venexiano ha detto...

Il blog torna a postare e allora torno pure io. Sottoscrivo in toto i commenti precedenti. Una serie logora e sciatta come un preservativo usato...

SACT ha detto...

A parte i commenti sulla qualità del prodotto, sarebbe interessante incentrare gli interventi sulle nuove modalità produttive.
Può essere questo un mezzo per realizzare internazionalmente idee italiane? Idee che nei broadcaster nazionali non troverebbero spazio?
E' arrivato finalmente il momento di far tornare a far lavorare il cervello? Di spremersi un po'?

Anonimo ha detto...

Non ho capito bene quale sarebbe il mezzo per realizzare fiction internazionali. Cioé, esiste nel panorama italico la possibilità di fare pitch presso produttori internazionali? Cioé, se "c'ho n'idea" e la voglio proporre a qualcuno che non sia il solito produttore italiano a cui penso non inetressi (p.e. penso a fantascienza) dove vado? a chi scrivo? con chi prendo appuntamento?

l'argomento è ovviamente interessante, se ci fossero (o si aprissero) dei canali per ottenere attenzione a livello più esteso dei confini nazionali non sarebbe male. Magari darebbe a noi lo stimolo per spremere le meningi e ai nostri produttori una concorrenza (sulle idee) che al momento - per ragioni che in parte esulano dalla loro volontà - non c'è.

Credo che uno degli obiettivi dell'associazione dovrebbe diventare proprio quello di aiutare gli sceneggiatori a individuare questi canali, magari promuovere iniziative per crearli dove non ci sono (il premio per il pilota offre una possibilità) e una volta fornita la piscina chi vuole nuotare si tuffa, chi preferisce restare sul bordo ci resta senza avere perso nulla.

ciao
vinicio (canton)

SACT ha detto...

Sì, il premio che stiamo organizzando può essere un'opportunità.
La SACT può e deve promuovere nuovi canali,
ma non può e non deve sovrapporsi al lavoro degli agenti, altrimenti ci spiegate che ci sono a fare?
Anzi, se lo reputate interessante, potremmo fare un post proprio sui nostri cari agenti e sul loro ruolo.

Anonimo ha detto...

Credo che se si facesse un sondaggio sull'effettivo ruolo svolto dagli agenti a favore dei propri clienti, risulterebbe che la percentuale di quelli che si sbattono per presentare un progetto alle varie produzioni non arriverebbe alla doppia cifra.
Sappiamo bene che per arrivare nei posti che contano - vedi la stanza del produttore che legge e decide - la cosa che conta di più è la conoscenza diretta, e in subordine (continuo a sperare) il curriculum. Ora, chi comincia a fare questo lavoro, così come chi non ha una grande capacità relazionale, per scelta o per incapacità, tendenzialmente questi due requisiti non li ha. E quindi anche se avesse la migliore idea del mondo se la dovrebbe tenere nel cassetto.
Insomma, per evitare il solito sproloquio: riusciamo come associazione a creare i presupposti e le condizioni per offrire a chiunque di presentare le proprie idee a qualcuno che le ascolti e le legga? Apriamo il mercato, facciamo in modo che chi inizia possa arrivare a proporre ide tanto quanto chi lavora da anni. Sarebbe uno stimolo per tutti.

au revoir
vinicio

p.s. resta inevasa la domanda principale: che strada dobbiamo percorrere per proporre idee ad un consesso più ampio del mercato nostrano? Come si fa? con chi si parla?

Anonimo ha detto...

Salve a tutti! post interessante e che leggo solo ora. Non ho idea di come poter avviare una produzione internazionale, ma ritengo che sia ormai un'azione neccessaria. Almeno a livello europeo... esiste la comunità europea giusto? E allora usiamo tutti i canali sdoganati! :-)
Ma... ecco due domande. Parlate di un premio? quale premio? io purtroppo non ho ancora i "credits" per entrare a far parte della sact (ma sono sicura che ce la farò, prima o poi!) ma gradirei assolutamente ricevere delucidazioni in merito. (O sarà solo per gli iscritti sact?)
Secondo quesito: AGENTI? COSA SONO? CHI SONO? DOVE SONO? COSA FANNO? COME TI SCELGONO? O SEI TU CHE SCEGLI LORO? O TE LO DEVONO PRESENTARE GLI AMICI? O PUOI BUSSARE ALLA PORTA E DIRE UN SEMPLICE "SALVE CONVINCENTE"? INSOMMA ESISTE UNA PRASSI DA SEGUIRE?... vista la mia inesperienza (faccio parte di quel fitto sottobosco di aspiranti) aspetto con tanto piacere un post che parli di questo.
E grazie davvero per il vostro lavoro: sono sicura che un giorno anch'io entrerò e vi aiuterò attivamente. Per adesso, attendo. Ma non senza fare niente. Mi guardo intorno: leggo, ascolto, memorizzo, scrivo e mi arrabbio... ma mai contro gli sceneggiatori con esperienza (Vecchi, proprio non mi piace)! Quello non potrei mai farlo perché si deve sempre imparare dai propri sbagli e, soprattutto, da chi ne sa più di te! Al massimo mi piacerebbe tanto "rubare" dai canuti futuri colleghi!
Qualcuno mi adotta? :-)
A poi...
Lucrezia

SACT ha detto...

Ciao Lucrezia,

ci fa molto piacere ricevere il tuo commento. Il premio Sact/Solinas sarà aperto a TUTTI. I dettagli li metteremo online appena saranno definiti.
Sugli agenti faremo un post prossimamente.
Ti possiamo dire che alcuni prendono molto facilmente nuove leve, altri sono un po' più ostici.
In genere valgono un po' tutte le cose che hai elencato. Si può essere presentati o presentarsi. Essere presentati può aiutarti, sicuramente.
Passa alla SACT se non ci sei mai stata, magari ad una delle prossime assemblee generali, potrai conoscerci e farci tutte le domande che vuoi.
Per ora grazie e a presto!

Anonimo ha detto...

Cara Lucrezia, gran bella leccaculata. E' un ottimo inizio. Te lo dice una che se ne intende. Se hai la fortuna di essere anche appena carina, qualcuno che ti adotta lo trovi sicuro...

Anonimo ha detto...

Aldilà della qualità del prodotto, la sua modalità di produzione potrebbe anticipare un trend goloso per l'industria culturale:produzione seriale concepita e realizzata in vista di uno sfruttamento mondiale!

Film e fiction riguadagnerebbero così, la loro forma originaria, di autentica e tipica merce da esportazione.
Che è cosa ben diversa dal riuscire a piazzare sporadicamente qualche titolo!!
Penso che le fiction debbano svincolarsi dai vincoli localistici ed imparare, così a "viaggiare"; facendo rete con partner stranieri; enfatizzando il valore interculturale che porti ad una nuova forma ibridizzata di fiction.
Almeno qst è ciò che ho notato dalla mia recente ricerca universitaria.
The Listener, qnd c fa ben sperare! visto che fino a qualche tempo fa nessuno dei broadcaster europei poteva permettersi un autentico processo di esportazione, a causa della forte progettualità strategica che richiedeva l'investimento.
E' la dimostrazione che il rischio economico si può superare! come le barriere linguistiche e culturali!
+ speranze x tutti!!
Credo che uno sviluppo in qst senso, offrirebbe maggiori opportunità per tutti...nuove soluzioni, una moltiplicazione dei soggetti e partner.. e + speranze di farcela anche per noi giovani aspiranti sceneggiatori...
Fabiana