venerdì 30 ottobre 2009

Il Piano Fiction RAI (provvisorio)

Questa volta non vogliamo indirizzare la discussione. Aprite l'immagine qui sotto cliccandoci sopra, abbiate un po' di pazienza perchè pesa 2 megabyte e ci metterà un po' a caricarsi. Quindi, una volta caricata, ingranditela, si leggerà perfettamente. E' il Piano Fiction della RAI (provissorio) del prossimo anno, con le cifre stanziate per produttore e per progetto. Se avete un po' di tempo leggetelo con attenzione e diteci cosa ne pensate...

35 commenti:

Piripacchio ha detto...

Penso che il lavoro c'è, al contrario di quanto dicano. Nel mondo delle fiabe, ci sarebbe accesso per i meritevoli. In Italia c'è accesso per i soliti noti.

grande puffo ha detto...

Ma Endemol (30 milioni assegnati) non è al 75% proprietà di Mediaset? Non è lesione del principio di concorrenza? Garante dove sei?

Anonimo Venexiano ha detto...

Piripà, possibile che tu da questo dato tiri fuori la solfa trita e ritrita dei soliti scrittori noti che scrivono tutto e non lasciano nulla?
Io invece a leggerlo mi risento per altri motivi (per carità, niente parolacce Sact). Perché vedo che i tagli non ci sono per "i soliti noti" che producono.
Si Piripà, con i produttori te la devi prendere se non ti fanno scrivere.
Sono loro che decidono, insieme ai network. Sono loro che chiamano i soliti scrittori noti, che leggono roba di un esordiente e la cestinano, che sono chiusi alle idee nuove.
Loro dovrebbero promuovere il ricambio di persone e idee.
Del resto i colleghi più fortunati di fronte alle offerte di lavoro che dovrebbero fare? Declinare le offerte e incrociare le braccia?
Finché c'è lavoro, lavorano. Come faresti tu, caro mio.
Ficcati in testa una cosa: è il mercato che manca. E questo manda in malora tutto il resto, dall'accesso al mondo del lavoro al rapporto coi network, dalle condizioni economiche in cui lavoriamo alla correttezza reciproca. E lo sai perché? Perché quando non c'è mercato delle idee, le idee non hanno valore. E se le idee non hanno valore, il nostro potere contrattuale e autoriale è pari a quello di un'ameba.
I colleghi, per piacere, lasciali in pace ché stiamo tutti sulla stessa barca: stiamo nella cacca!

Piripacchio ha detto...

Non stiamo tutti sulla stessa barca. C'è chi sta su una zattera, chi su una piroga, chi su un tender, chi su un 12 metri, e chi viaggia sullo yacht ospite di un emiro.
Il mercato manca perché c'è interesse a farlo amncare. Comunque io sono determinato: mo mi attacco al telefono e chiamo a tutte le produzioni. Se riesco a recuperare il numero chiamo pure a Nardella e lo insulto un po'.

mano destra ha detto...

guardate anche qui

http://www.tvblog.it/post/16458/la-rai-aggiorna-il-piano-fiction-2009-tagliando-17-milioni-e-rinunciando-al-seguito-de-il-commissario-manara

tradotto:
Manara=Dauphine
Kolbe=Lux
Caruso=Ciao ragazzi
Buscetta=Magnolia

..."a chi ha sarà dato e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha"...

Anonimo ha detto...

La cosa che mi fa più ridere è immaginare Del Noce di notte a cercare di cambiarlo un po' per rimediare alla gaffe... ora che ha giurato che non corrisponde a verità...

Anonimo Venexiano ha detto...

Piripà la maggior parte di noi sta sulla stessa barca, soprattutto nel mercato di oggi. Molti di quelli che guadagnano bene oggi, godono ancora i frutti di un ormai lontano periodo d'oro della tv italiana.
Poi sono d'accordo che il non mercato fa comodo, soprattutto ad alcuni produttori. Ma se devo commentare il piano che SACT ha postato io parto proprio da qui.
E cioè dal fatto che questo piano dimostra che "alcuni noti" non ricevono il benché minimo danno dalla crisi. E sono gli stessi che non vogliono un mercato aperto delle idee...
Qualcuno di questi soliti noti pare che paghi anche cifre al di sotto della media. Molto al di sotto della media.
Ed è questo che mi fa imbestialire... più del fatto che qualcuno guadagna più di me o ha più lavoro per le mani.

Piripacchio ha detto...

Alì Mortè Del Noce.

Linda ha detto...

Ma non avevano fatto tagli per 17 milioni di euro o mi sono sognata di averlo letto da qualche parte?

Piripacchio ha detto...

Forse sono tardo: ma qual è il problema?

Anonimo ha detto...

Caro Piripì, ecco il problema:
se diminuisce il numero dei produttori, diminuiscono anche i numeri di telefono che tu puoi fare, il numero delle idee che potresti proporre, i margini di trattativa economica.

A me pare che questa bozza riveli una estrema debolezza della Rai, costretta a rispondere ad esigenze non di carattere editoriale, e purtroppo una altrettanto estrema debolezza dei produttori, costretti sempre più a confluire in grandi gruppi o sparire. Chissà l'Apt che dice di questa bozza?

Piero Bodrato

Piripacchio ha detto...

Io cambierei il titolo "I figli sono tutti uguali", direttamente in "I figli so piezz' 'e cor'"

Francesco ha detto...

caro piripicchio se vuoi insultami pure, ma con il tuo nome vero.

a bientot

giovanna ha detto...

@quoto Francesco. Gli insulti (e magari non gli insulti, ma le critiche) vanno fatte a viso aperto.

Ma a @Francesco anche chiedo. Gli investimenti Rai 2008 erano sui 284 milioni di Euro. Sul documento Rai per il 2010 postato da Sact i milioni previsti sono 251. Togliamo anche i 17 ml del 2009, annunciati da Del Noce, arriviamo a un ridimensionamento degli investimenti sulla fiction del 12%.
Ma questo 12% è stato tagliato cancellando produzioni. E quindi si sono tagliati occasioni di lavoro per noi sceneggiatori. Si poteva scegliere di investire meglio, di spendere meno per ogni fiction e mantenerne il numero complessivo, no? (In tempi lontani si gridava "lavorare meno, lavorare tutti" e forse - a sentire le proteste dei colleghi sul blog - non è un grido passato di moda...)
Dunque, noi sceneggiatori, che - in nome della crisi - abbiamo nel migliore dei casi, compensi che risalgono al 2001, e nel peggiore compensi dimezzati rispetto allo stesso 2001, ci troviamo adesso il mercato diminuito.
La RAI ha chiesto alla Sact di collaborare in questo momento difficile per l'azienda e la Sact insieme ad altre associazioni si è dichiarata disposta ad aprire un tavolo.
Ma da questo piano il budget sembra già spartito e impegnato fino al 2011! Dove possiamo leggere aperture e dialogo? Sbaglio?
Te lo chiedo, @Francesco, con viva apprensione. Dietro le proteste colorite su questo blog, come sai bene, ci sono giovani professionisti umiliati a raccattare elemosine di collaborazioni al nero e famiglie con figli piccoli i cui genitori quarantenni guardano smarriti alle riserve che si vanno assottigliando in banca.
E' un brutto panorama e penso che lo guardi, come noi, con grande preoccupazione.

Nina Marsocci ha detto...

Molto serenamente, mi chiedo e vi chiedo: la Sact – ma non solo la Sact...il discorso è esteso anche a tutte le altre associazioni di categoria – ha il potere di andare ad “intaccare” quelli che sono i cardini su cui si regge (ad oggi) il mercato italiano della fiction? Con altrettanta serenità, la risposta è : purtroppo, no. Le chiacchiere, “i tavoli” ecc. ecc. ecc. sono una presa per il culo, e un'inutile perdita di tempo. :-) La Sact e tutte le altre associazioni di categoria possono e devono dire la loro sulle molteplici storture – innegabili, e sotto gli occhi di tutti - che impediscono alla fiction italiana di potenziarsi, crescendo... Il che significa, anche, a mio parere, porsi come obiettivo “sostenibile” quello di conquistare, da qui ai prossimi 5 anni, qualche posizione anche sui mercati esteri...
Ma deve anche trovare degli ambiti di "CONCRETEZZA" . Andando indietro con la memoria (una decina di annetti fa), la Sact ha portato avanti e vinto la battaglia fondamentale e ciclopica del riconoscimento dell'equo compenso. Un punto di svolta, anche in termini di credibilità “sindacale”, per l'intero settore. Ma oggi, che cosa può fare concretamente la Sact per i suoi iscritti? Secondo me, la Sact deve trovare un modo costruttivo e costante nel tempo per far incontrare domanda ed offerta di lavoro. Impossibile? No. Anzi, in qualche modo, qualcosa era già stato messo in piedi dal direttivo dove c'era Domenico Saverni. Sto andando a memoria, ma mi sembra che la Sact avesse una corsia “preferenziale” con la Rai per far leggere/discutere progetti dei suoi iscritti. Questa opportunità preziosa è stata tutelata ed esiste ancora? E se la risposta è no, perché non riproporla, estendendola anche a Mediaset, Sky e a tutte le principali case di produzione italiana? Compatibilmente con gli impegni dei broadcaster e dei produttori, stabilendo, per esempio, dei volumi.
Io sono convinta che potrebbe far bene a tutti: agli autori, che avrebbero un'occasione per uscire dall'anonimato ( e forse anche da se stessi, il che è sempre un bene) e discutere del proprio lavoro, ai produttori ed ai broadcaster perché è un modo per fare recruitment a costo zero. E questo, cari ragazzi, è anche un buon modo per far emergere capacità e talenti sottraedoli a quanto c'è ancora di sommerso, di torbido, nel nostro settore.

La mia è una richiesta formale: questo direttivo Sact è disposto a discutere questa proposta?

E non mi venite a dire che è impossibile, perché non ci credo: chi mi conosce sa bene che la mia “esperienza” in altri settori mi ha portato a mettere in piedi cose ben più complesse di queste.

Sperando di essere stata costruttiva...:-)

Nina

Un iscritto Sact ha detto...

Giovani incazzati, guardate che alla SACT c'è gente come il sottoscritto che ha lavorato anche con i succitati Sky e Fox, che non ha mai baciato un culo per fare questo mestiere (anzi!), che quando ha potuto ha fatto scrivere gente che non aveva scritto mai (non amici, anzi voglio essere onesto: non solo amici) e che magari non è più un giovanissimo ma non è manco un dinosauro.
I grassi dinosauri che non spartiscono, cari miei, sono da un'altra parte. Svegliatevi...
E ora insultatemi un po', tanto lo so che andrà così.
Ma ricordate che senza un'associazione di categoria la vostra torta (che prima o poi mangerete, non vi preoccupate) diventerà presto un bigné. E vi ritroverete a fare 'sto mestiere come hobby, perché non ci camperete più.

Anonimo ha detto...

Caro Blogspettatore,

che così gentilmente mi solleciti, ti risponderò in un altro momento…  Ora esco a fqre due passi per digerire l'ultima fetta di torta.
Comunque, la mia abilità non è quella di sapermi vendere e l'unico salotto che frequento è quello di casa mia.

In confidenza,.. scrivo pure male.

Se lavoro è solo perché la maggior parte dei miei livorosi colleghi scrive peggio di me.

CANDIDO

Anonimo ha detto...

@Nina, forse ti è sfuggito il premio sact/solinas! È un modo x promuovere progetti televisivi proprio a Rai e Mediaset, visto che sono loro i finanziatori! Cmq la sact non è un'agente e non è suo compito trovare lavoro a chi non ce l'ha! Basta infangare chi fa qualcosa. Sembra che su questo blog ci scrivano solo padre eterni o cani rabbiosi. Ma si questo blog un po' di creatività no??? Viva Dio la sact sbaglia, ma almeno ci prova... È viva a differenza dei tromboni che pontificano e dei lanciatori di m...a caccia di immaginari obiettivi contro cui indirizzarla. Basta vi prego basta.

Anonimo ha detto...

Piripacchio, ma mi spieghi dove stanno tutti 'sti dinosauri che dici, alla Sact? A me sembrano semmai un po' troppo ingenui ed utopisti... Come quando hanno organizzato quel convegno sconclusionato sul CREATED BY...Il jurassico pigliatutto di cui parli lo vedo più nei 100autori, là è chiaro che c'è tutto un lecca tu che lecco anch'io, il potere è tutto mio. Comunque, se ci sono anche in Sact, svolgi un servizio pubblico: fai i nomi...

Nina Marsocci ha detto...

@ Anonimo:
"@Nina, forse ti è sfuggito il premio sact/solinas! È un modo x promuovere progetti televisivi proprio a Rai e Mediaset, visto che sono loro i finanziatori! "


Il premio Sact/Solinas è l'una tantum. Io parlo di una "situazione" permanente nel tempo, ed estesa anche alle case di produzione. Faccio anche dei numeri: ho individuato 14 possibili interlocutori tra broadcaster e produttori, che leggono ognuno, e a rotazione, due progetti al mese. Quanto fa? Sono 28 nuovi progetti, per 11 mesi all'anno. Ben 308 nuove proposte/pitch/occasioni per connettersi a degli interlocutori, e discutere progetti.

Anonimo: "Cmq la sact non è un'agente e non è suo compito trovare lavoro a chi non ce l'ha!"


Secondo me, tu che cosa deve o non deve fare un sindacato evoluto non lo sai nemmeno. Su una cosa però non ci sono dubbi: se un congruo numero di iscritti dice che non ha occasioni per entrare seriamente in contatto con i finanziatori, il sindacato questa occasione la deve creare. Mind the bridge, Sact...Mind the bridge...

PERCHE' QUESTA COSA TI FA TANTA PAURA, Anonimo? Forse perché rompe il meccanismo perverso della domanda e dell'offerta nella fiction italiana? O ti fa comodo perpetuare questa situazione di vassalli, valvassori e valvassini? Per quanto mi riguarda, non credo che i bravi lavorano e i somari stanno a casa, anche perché da quello che vedo in onda...E ti posso dire che ho due amiche, bravissime, che non riescono a crearsi lo spazio che meriterebbero. E questo non è giusto.

Nina

PS: io non parlo per me. Chi mi conosce sa anche i motivi per cui il mio disinteresse è, ormai, pressoché totale. Diciamo che mi diverto a creare soluzioni...A risolvere problemi. Lo trovo...etico.

giovanna ha detto...

La cosa incredibile è che si parte dalla pubblicazione di un piano RAI, ma invece di fare un discorso approfondito e utile sull'argomento, si finisce a insultare (nell'ordine) gli sceneggiatori che lavorano (definiti dinosauri), i giovani sceneggiatori che non lavorano (definiti incapaci), il direttivo Sact (che non è bravo rispetto ai direttivi precedenti ed è pieno di "soliti noti").
Io penso che chiunque della RAI ci voglia male e ci legga, possa sorridere soddisfatto: "Con questi, facciamo quello che ci pare..."
E infatti lo fanno, come il piano prova.

Io francamente non so e non ho capito perché il nostro blog debba riempirsi di strilli isterici, invece di raccogliere l'esperienza di chi lavora o vorrebbe lavorare e convogliarla in un atteggiamento solidale di categoria.

Io sto in Sact e nel direttivo per questo: creare una coscienza condivisa di di categoria che ci possa rendere solidali, compatti e quindi potenzialmente aggressivi.

A leggere questo blog, dovrei andarmene a casa e non è escluso che lo faccia al più presto. Le elezioni sono alle porte, votate chi vi è più congeniale.

Nel frattempo, mi tolgo qualche sassolino.

@candido, dici che sono "ingenua". Non so se tu sia furbo, non ti conosco. Capisco solo che non vuoi scegliere, che le cose ti stanno bene così e non vuoi cambiarle. Okay. C'è un sistema intero che ti protegge: c'è proprio bisogno - come il nazista di Schindler's list - di sparare a chi nel campo prende fiato e rallenta?

@nina, tu lo sai che non campi del lavoro di sceneggiatura, quindi, perché ti ergi a coscienza di qualcosa che non conosci? Il direttivo che ha conquistato l'equo compenso, al momento di combattere per un contratto nazionale se l'è squagliata: non mi pare un grandissimo modello. E anche la corsia preferenziale in Rai dei soci Sact mi sembra un concetto lobbistico che darebbe ragione a Piripacchio.

@Piripacchio, nel direttivo Sact, dove sembri aver fatto capolino, forse non hai guardato bene: c'è gente che lavora e lavora bene (nel senso di spesso e ben retribuita), ma ci sono altri che lavorano meno bene (cioè meno retribuiti) e altri che non lavorano in questo momento perché esattamente come te subiscono i colpi del sistema e della crisi. Quindi sei pregato caldamente di non fare di ogni erba un fascio e se ti sei preso il compito del killer, bada a non colpire i passanti. Per il resto, penso che hai pienamente ragione, ma - vedi sopra, piano RAI - hai una mira che fa schifo e argomenti con un vetero maschilismo, classismo, razzismo e sessismo, da vomitare. Quello che sembra non piacerti, ti sta però sempre in bocca.

@daniele, la regolamentazione della nostra categoria è esattamente l'obiettivo di questo direttivo. Vieni a darci una mano.

Anonimo ha detto...

Quoto Giovanna (che è un mio mito) e propongo un direttivo sact composto da tutti CandiDio, Nine dalla penna rossa, Piripacchi avvelenati e tutti quelli convinti che la risposta è 'dentro' di loro... etc etc Un ggiovane lecchino (ho anticipato l'insulto) che ama il suo mestiere e ha molti amici colleghi.

Anonimo ha detto...

Ancora una volta mi sembra che invece di parlare di contenuti - e cioé cosa significhi la bozza del piano RAI, cosa comporti questa rosa così ristretta di produttori, etc. etc. - ci si fossilizzi nell'attaccarsi fra colleghi, dunque si preferisca la lotta fra poveri. Fra i Candidi e i Piripacchi ci sarà anche differenza di conto in banca, ma tutti e due in questo momento hanno zero potere. Zero potere di proporre format, perché quelli vengono acquistati all'estero o decisi dall'alto. Zero potere di proporre contenuti. Zero potere di proporre nuovi linguaggi, se non forse in qualche piccola nicchia ecologica protetta. Zero potere di far rispettare i propri diritti. C'è il rischio che RAI 2 e Italia 1 non producano più fiction. Questo non vuol solo dire: meno ore e dunque meno lavoro. Vuol dire che la possibilità di una fiction più diversificata, per target più centrati, va a farsi benedire. La situazione è drammatica e noi passiamo il tempo ad insultarci. Capisco che sia più divertente, ma ricordiamoci che quando gli operai litigano il padrone ingrassa. Fra l'altro chi lavora da un po' dovrebbe sapere che, se la vita è fatta a scale, il nostro lavoro lo è ancora di più. A passare dallo stato Candido allo stato Piripacchioso, è un attimo, basta una parola sbagliata.

Socia Sact ha detto...

A tutti i piripacchi che contestano la SACT:
ma cosa vi costerebbe venire in associazione, parlare nelle assemblee, magari farvi eleggere nel direttivo e portare avanti le vostre idee in modo costruttivo?

Piripacchio ha detto...

Sarebbe bello, caro anonimo. Solo che se ora ci mettessi la faccia sarei fottuto alla grande.
Sarebbe bello essere eletto nel direttivo e ti spiego perché: perché lavorerei per tutti. Promuoverei cause a nome di tutti. Cercherei il cambiamento per tutti. Io sono abituato per mia natura e inclinazione, per tradizione familiare, per tradizione politica, per saggezza, per coerenza, per senso di giustizia A COMBATTERE. Solo che se lo facessi per la SACT, dovrei abbandonare il mio mestiere di sceneggiatore, e diventare attivista al cento per cento, perché nessuno mi farebbe più lavorare. Lo farei, sarei disposto a farlo, a pagare un grande prezzo.
E sarebbe anche più giusto: si tornerebbe ad una rappresentanza vera, senza coinvolgimento professionale.
Tanto, per dirla alla Candido, quello di sceneggiatore non è un mestiere per un Piripacchio qualunque...
Se entrassi nel direttivo della Sact, Candido, avresti un concorrente in meno: un quinto di fetta in più per te.

Anonimo Venexiano ha detto...

Piripà, che discorso del cavolo...
Comodo pensare ed agire così, vero?
Prima o poi 'sta fantomatica torta la mangerai, ti andrà pure un po' di traverso. E allora non spartirari nemmeno tu con nessuno, nascondendoti dietro ad un "tanto nessuno ha fatto nulla per me". Come fanno tutti, del resto. Perché tu sei come tutti gli altri tuoi collegucci che odi tanto. Uguale. Identico.
Ma se c'è giustizia divina, Piripà, per quello che hai scritto ti dovrebbero cascare le dita in questo momento...
Vergognati. E tira fuori gli attributi sul serio invece di scribacchiare qui.
Incredibile che mi debba trovare d'accordo con Candido... ma ha ragione.

Anonimo ha detto...

Caro Piripacchio e soci,
ma cosa credete, che quelli del direttivo Sact che si espongono in prima persona, come ad esempio nel convegno, seppure con toni civili e se volete diplomatici, non rischino nulla? Pensate che un capostruttura Rai, tanto per fare un esempio, li senta parlare e e si dica: che persone simpatiche, ora li chiamo a lavorare? Qua ci si espone, si rischia e forse si paga. Ripeto, basta con la lotta fra poveri. Lottiamo e basta. Chi ne ha voglia, venga e porti la sua energia, invece di farsi le pippe su Facebook.

Piripacchio ha detto...

Non capisco il senso del tuo intervento.
Cosa ci sarebbe di comodo nel mio agire? Rinunciare a fare questo lavoro per servire la causa? A questo ti riferisci?

Oppure è un discorso del cavolo, non metterci la faccia per conservare qualche speranza di lavorare? Visto che basta fiatare qualcosa fuori posto per ritrovarsi tagliati fuori? A questo ti riferisci?

Quanto alle tuo congetture, ci stendo sopra un velo di pietà beata. Sarò lo scemo del paese o uno scemo di guerra, ma il punto è proprio questo: se mai dovessi arrivare nei giri grossi, di quelli che si beccano 4-5 serie l'anno, e non una puntata l'anno, penso che mi comporterei diversamente dalla maggioranza e sai perché? Perché sono stato educato diversamente. Sono stato educato alla generosità e alla condivisione, e non a rubare, non a fare le scarpe alla gente, non a coltivarmi l'orticello privato. Quando ho qualche lavoro per le mani, ne parlo a viso aperto, mentre invece ovunque la tendenza è nascondere le cose, tenersele segrete per sé, per gelosia, per paura, per farsi i fatti propri, non sia mai ti strappano qualcosa...
Stenteresti a crederci caro Venexiano, ma per quanto mi riguarda è così.
Io non sono comunista soltanto durante le cenette a base di vino e filetti di manzo, né sono comunista solo nelle feste tra cumparielli ubriaco di grappe.
Io coltivo la coerenza come principio assoluto: nella vita, nell'impegno, nella condivisione.
Ogni volta che ho potuto ho diviso con qualcuno la fortuna che mi è piovuta addosso. C'ho guadagnato di meno, ma ho messo un tassello in più nel cambiamento. Perché se anche uno solo di quelli con cui ho diviso il PANE si comportasse allo stesso modo con qualcun'altro, significherebbe aver seminato qualcosa.
Ogni volta che ho in mente un progetto, lo faccio presente ad almeno dieci persone, amiche e non, anche conosciute la sera prima se necessario, scrittori esperti e non, anche elementi usciti freschi
freschi da qualche stupidissima scuola di scrittura; e chi vuole seguirmi negli oneri e negli onori, è sempre il benvenuto.
Io ragiono così, e so anche che non andrò molto lontano. Ma non è detto.
So per certo però che ragionerò così fino a che campo.

Ti ho chiarito qualche dubbio Venexiano? O vogliamo parlarne ancora? Sempre a disposizione...

Sceneggiatore di fumetti ha detto...

Piripacchio, fammi capire:
- secondo te la SACT difende gli interessi di chi ha già la pancia piena;
MA
- sempre secondo te, se tu entrassi a far parte della SACT, smetteresti completamente di lavorare, e quindi favoriresti di nuovo chi ha la pancia piena.

Quindi secondo te la situazione, a prescindere, non può cambiare. Quindi perchè paventi rivoluzioni a opera tua e di altri tuoi giovani colleghi, se tanto chi si mangia la torta vince sempre e comunque?

Non è che invece hai un po' la sindrome della vittima predestinata?
Se all'inizio mi sentivo di sostenere il tuo punto di vista, dopo i tuoi ultimi interventi mi viene da dirti che o trovi il coraggio di superare i tuoi pregiudizi e di fare gruppo, o non hai diritto di lamentarti.
Ricordati che le cose si cambiano quando si è in tanti, non quando si sentenzia, in totale solitudine, davanti a una tastiera. Perchè in questo modo solo sei e solo resti.

Anonimo Venexiano ha detto...

Parole, parole, parole... solo parole... fatti ZERO!
Io non ho bisogno di parlare di nulla Piripacchio. Io faccio, è diverso.
I tuoi ultimi commenti sono indifendibili. Non sei meglio dei colleghi che insulti, fattene una ragione.

Anonimo ha detto...

La sindrome del piripacchio è come la coperta di linus, da un senso di sicurezza. Senza si sentirebbero perduti.

@ Nina, credimi, se vali alla fine sarai premiata. Basta insistere.

@ Giovanna, non sta bene neppure a me la situazione attuale, ma l'esperienza mi insegna che non possiamo cambiarla. L'Italia non è l' America e la Sact non è WGA.

@ Per i comunisti: ANCORA CON QUESTE CAZZATE!!!

C ANDIDO

Piripacchio ha detto...

Io ti ho parlato di fatti, Venexiano.
Comunque, comincio a percepire una certa ostilità e una certa sordità alle altrui parole.
Vi saluto, e buona torta a tutti.

Flavia F. ha detto...

"Linea piatta" era il titolo di un vecchio post o è la nuova linea editoriale di questo blog ormai alla consunzione? Che fine hanno fato le proposte (provocatorie ma sensate) di "Silvio"? Piripacchio, vedi di rianimare... Lo stiamo perdendo. (Magari lsciamo stare le questioni di principio, i massimi sistemi; parliamo di fatti, di cose concrete che la Sact può fare -- non si può certo pretendere che la Sact possa cambiare lo stile mafioso degli italiani)

Nina Marsocci ha detto...

@SACT:
Dal resoconto dell’assemblea SACT del 15 dicembre 2009:

“Abbiamo anche chiesto di stabilire delle sessioni di “pitch” per gli sceneggiatori che vogliano proporre le loro idee. Su questo però non abbiamo ancora avuto una risposta definitiva.”

Questo per quanto riguarda la Rai, mentre SKY:
“La dottoressa D’Amico si è anche dichiarata disponibile a una sessione di pitch. “


Leggo con piacere che la mia proposta di connettere broadcaster e scrittori organizzando pitch – proposta che Giovanna Kock , qui su questo blog, aveva bocciato senza appello definendola lobbystica – invece è stata fatta propria dalla Sact, e letta per quella che è realmente: un modo tangibile, costruttivo e trasparente per far incontrare offerta e domanda di lavoro.

Felice di essere stata utile.

Saluti e auguri.

@ Candido:
Ciao, Candido. Tantissimi auguri. :-)

Anonimo ha detto...

Ciao Nina,
auguri anche a te.

CANDIDO