venerdì 31 ottobre 2008

La presenza dello sceneggiatore sul set: risultati del sondaggio e riflessioni

Schiacciante risultato nell'ultimo sondaggio! Com'era prevedibile, vince con 27 voti pari all'81% la risposta B. Era prevedibile perché è la risposta più logica. Senza un potere riconosciuto da un contratto, il ruolo dello sceneggiatore sul set è indefinito e rimesso all'intelligenza del regista di turno. E' invece rimessa all'intelligenza del produttore capire l'importanza di prevedere e definire questo ruolo. Si parlava qualche post fa del ruolo del produttore televisivo e della sua reale necessità nel mercato attuale. Si diceva che i produttori mancano di incisività e quindi di necessità. Nei commenti a quel post si ventilava l'idea di bypassarli e di interfacciarsi direttamente col network. Qualcuno di voi, però, era dell'idea che il produttore può e deve tornare ad avere un ruolo importante. E allora ci chiediamo se non sia questa una battaglia da fare assieme a loro: dare una nuova centralità alla scrittura. Qualcosa inizia a muoversi. Lo abbiamo già detto ma lo ripetiamo, Endemol ha riconosciuto a Cristiana Farina il ruolo di produttore creativo in Amiche Mie. Con questo post vogliamo augurarci che non sia un'eccezione, ma un faro. Una luce guida che ci porti verso un futuro in cui lo sceneggiatore sul set ci sia, abbia un ruolo definito e un potere vero. A voi, come al solito, la parola.

6 commenti:

in trincea ha detto...

Cristiana luce, stella, faro! Ci sto. E in bocca al lupo ad Amiche mie il 5 novembre! Però diciamo un'altra cosa: l'idea di Cristiana comprende - verificate l'intervista - non solo che l'headwriter sia produttore creativo, ma anche che lo sceneggiatore di puntata vada sul set (pagato!) e che a questo sceneggiatore (spesso piegato ad un ruolo di servizio nella fase della scrittura) venga offerta non solo l'occasione di difendere l'integrità della sua opera, ma anche di imparare a valutare le proposte migliorative, viverne la realizzazione e verificare la bontà del proprio script. Questo - e va detto ai produttori, e magari anche a Grasso - porterebbe una maggiore compattezza del gruppo scrittura, una crescita della capacità professionale degli scrittori di serie, un vivaio per i nuovi produttori creativi e un risparmio notevole di errori, soldi e perdite di tempo, più qualità e forza del prodotto. Insomma, un bel passo avanti, no?

cristiana farina ha detto...

Grande onore e grande responsabilità quella di essere un faro... mi auguro certamente che Amiche Mie vada bene, ma ancor più mi auguro che nessuno possa accusare AM di mancanza di identità. Oggi sto tremando in attesa della messa in onda ma non ho nulla da rimproverarmi, ho partecipato a tutte le scelte e a tutte le battaglie... se qualcuna non l'ho vinta è stato perché non sono stata in grado di vincerla, ma ero lì... a combattere per affermare una mia idea. Se Vogliamo cambiare lo status quo e restituire alle storie quel carattere di originalità che il pubblico ci rimprovera di non avere più, dobbiamo distaccarci dal modello produttivo cinematografico e applicare quello televisivo che non vede nel regista 'l'autore' ma lo vede in chi ha avuto quell'idea originale e l'ha sviluppata in soggetti e sceneggiature. Quell'idea, e solo quell'idea, è il filo conduttore che permette di fare la scelta di regia giusta, la scelta di cast giusta, la scelta di fotografia giusta etc. Tutti concertati da uno script approvato e quindi non discutibile se non con l'autore stesso che come un padre deve presente e riconosciuto da tutto lo staff artistico e produttivo. Dopo la mia esperienza di una cosa sono contenta che se domani la critica dirà che AM è una schifezza... non potrò scaricare la colpa su nessuno, perché grandissima responsabilità è stata la mia! Auguro a me e a tutta la categoria un futuro in cui si possa, noi per primi non vergognarci di ciò che abbiamo scritto. Cristiana.

pongosbronzo ha detto...

Cristiana for president!
In bocca al lupo anche da parte mia.

Anonimo ha detto...

Con tutto l'affetto e la stima per la Farina, "Amiche mie" è una dignitosa fiction che tuttavia non aggiunge granché di nuovo alla commedia televisiva brillante/ generalista / un po' sopra le righe... A me, sinceramente, non è piaciuta. Dunque attenzione alle pseudo-soluzioni: non basta avere lo sceneggiatore a fare da padre (scrivere) e da madre (seguire come produttore la realizzazione) alla sua storia per risolvere i problemi cronici della fiction nostrana...
Semmai vorrei vedere uno scrittore (perché non proprio la Farina ?) a fare da responsabile fiction di una rete o di una produzione (trovando e promuovendo storie e autori), invece che certe brutte facce e ancor più brutte teste che circolano, per esempio, dalle parti di Endemol... Ma che ne sa questa gente (che ha in testa solo due o tre schemi imparati su qualche libro edito da Audino) di come si racconta una buona storia ? Altro che sceneggiatore/produttore creativo. Stavolta dobbiamo essere realisti e chiedere tutto: lo scrittore al potere!

SACT ha detto...

Caro anonimo,
non è questo il posto per recensire e fare critica. Il fatto che Amiche Mie non ti abbia convinto non va a detrimento del ruolo e dell'importanza dello sceneggiatore su un set.
Non è solo una questione di qualità (il cui giudizio a volte dipende dal gusto) ma di responsabilità.
Cristiana se l'è assunta e questo va al di là delle critiche e delle recensioni.
Comunque, per inciso, oggi il prodotto è salito di spettatori e share. Cristiana, avendo ricoperto il ruolo che ha avuto, può prendersi responsabilmente tutte le critiche possibili ma anche tutti i complimenti del caso. E oggi noi glieli facciamo.

dominick ha detto...

sto leggendo il blog e vorrei fare una considerazione. e mi perdonerete se suona come un giudizio ma per me è un po' un tirare le somme. ebbene neanche io o visto lo SCARTO. parlo da regista. immagino che anche Cristiana abbia subito le stesse pressioni e si sia dovuta scontrare con le diverse opinioni. ma se mi permettete ho visto gli stessi errori su cast e sul tono della recitazione cosa che un regista dovrebbe controllare bene. il sopra le righe non lo si fa con qualche smorfia o faccetta (finta) di un singolo attore è una cosa organica che si calibra nell'insieme. solo così il sopra le righe acquisisce una sua naturalezza.